La fine delle vacanze è il momento ideale per fare ordine: il mese di settembre, infatti, sembra portare naturalmente con sé l’idea di reset. Per i genitori, può essere l’occasione per insegnare ai bambini come prendersi cura del proprio spazio. L’obiettivo non è riordinare le stanze per un effetto instagrammabile, ma aiutare i più piccoli a sviluppare un’abitudine preziosa che rende il loro ambiente semplice, leggibile e abitabile. Quali sono gli “effetti collaterali” positivi di questa strategia? “La confusione visiva per i bambini è come un rumore di fondo: aumenta la fatica cognitiva, perché devono filtrare stimoli continui”, risponde la professional organizer Maddalena Quadrio (www.miquadra.com). “Uno spazio più leggibile, dunque, favorisce la concentrazione e riduce le esitazioni: quando l’ambiente è chiaro, i bambini capiscono subito da dove iniziare e non si sentono sopraffatti. Questo li aiuta anche a mantenere un ritmo più sereno nelle attività quotidiane, perché non devono continuamente interrompersi per cercare, spostare o decifrare ciò che hanno intorno”.
Procedere a piccoli passi
Come per molte altre abitudini, i bambini imparano di più da ciò che osservano che dalle spiegazioni. Quando assistono a gesti ripetuti di selezione e manutenzione della casa, comprendono che il decluttering fa parte della normale gestione degli spazi domestici. “Con i bambini si può iniziare molto presto, a patto di non chiedere loro di eliminare oggetti: all’inizio si lavora sul dare un senso allo spazio”, suggerisce l’esperta. In età prescolare, dunque, si familiarizza con l’idea che ogni oggetto abbia un posto dedicato e che ogni spazio abbia una funzione precisa. In questa fase il decluttering è soprattutto un esercizio di classificazione e appartenenza. Il bambino deve imparare che lo stesso tipo di oggetto occupa il medesimo spazio: le costruzioni stanno in un contenitore, i libri sulla libreria e i peluche in un cesto dedicato. L’ordine nasce dalla ripetizione e dalla prevedibilità e può essere incentivato utilizzando delle immagini che rappresentano il contenuto di ogni scatola o cassetto. Con i più piccoli, si procede per categorie anche nel decluttering per evitare un sovraccarico di stimoli: oggi si mettono a posto i vestiti del cambio stagione, domani i giocattoli. Spesso, infatti, il desiderio di fare ordine degli adulti si scontra con il disinteresse dei più piccoli, trasformando un’opportunità educativa in una fonte di frustrazione per tutti. “Crescendo, quando i bambini sviluppano preferenze e memoria emotiva, diventano capaci di fare piccole scelte fra gli oggetti di loro proprietà e possono iniziare a lasciarli andare, soprattutto se sanno che saranno utilizzati da qualcuno che ne ha bisogno”.









