Tornare alla natura in senso letterale, senza lasciarsi alle spalle rifiuti o sostanze inquinanti. È la scelta di Carolyn, settantenne australiana che ha celebrato il proprio funerale a Faulconbridge per poi essere inumata nelle Blue Mountains, nel Nuovo Galles del Sud. La donna è la prima persona nel Paese ad aver utilizzato una cassa da sepoltura fabbricata interamente con componenti vegetali e fungini, pensata per decomporsi integralmente nell'arco di appena sei settimane.L'innovazione olandese: come nasce la struttura

La tecnologia alla base di questo feretro ecologico porta la firma di Loop Biotech, una giovane impresa dei Paesi Bassi guidata dal trentaduenne Bob Hendrikx. Il processo produttivo sfrutta elementi semplici ma rivoluzionari:I materiali: Si miscela il micelio — l'apparato radicale dei funghi — con residui di canapa provenienti dall'agricoltura.La lavorazione: Il composto viene inserito in appositi moduli all'interno di ambienti a clima monitorato, impiegando circa sette giorni per consolidarsi.La dissoluzione: Una volta posizionata nel terreno, la struttura si integra con l'ecosistema circostante in soli 45 giorni, contro i cinquant'anni mediamente richiesti dai tradizionali cofani in legno.Come spiegato dal fondatore al Sydney Morning Herald, l'obiettivo è invertire l'impatto ambientale della morte: non più contaminare il sottosuolo, ma restituirgli sostanze nutritive.Meno religione, più coscienza ambientale