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Dal blocco dell’età pensionabile al fondo per i nuovi nati, dall’anticipo della pensione a 64 anni all’aumento degli assegni minimi: il governo Meloni si avvicina alla manovra 2027 con diverse proposte sul tavolo per quanto riguarda le pensioni. Nell’ultima legge di bilancio il tema è stato messo da parte, ma a pochi mesi dalle elezioni l’esecutivo potrebbe cercare di guadagnare consensi sul tema.
La legge di bilancio 2027 inizia a prendere forma, perlomeno nei retroscena e nelle dichiarazioni degli esponenti di governo Meloni. Manca ancora più di un mese al momento – il 20 ottobre – in cui l'esecutivo dovrà inviare il testo della manovra alla Camera, ma sui temi più caldi, come le pensioni, sono già emerse diverse ipotesi.
Nell'ultima legge di bilancio il governo decise di sacrificare quasi tutti gli interventi promessi in ambito pensionistico: cancellò Quota 103 e Opzione donna e introdusse l'aumento di un mese dell'età pensionabile che scatterà dal 2027. Quest'anno, però, la situazione è diversa. Se non altro perché si parla dell'ultima manovra prima delle elezioni politiche. È possibile, quindi, che le proposte sulle pensioni abbiano più fortuna. Finora è stata attiva sul tema soprattutto la Lega, che rilancia l'ipotesi di permettere a tutti l'uscita anticipata dal lavoro a 64 anni (con assegno ridotto) e chiede di bloccare, almeno per un anno, l'aumento dell'età pensionabile. Sul tavolo c'è anche un intervento innovativo, il fondo pensione per i nuovi nati, a cui lavora la ministra del Lavoro Marina Calderone. E poi ci sono misure in scadenza che potrebbero essere rinnovate o lasciate cadere: in particolare, l'Ape sociale e l'aumento extra per le pensioni minime.








