Era stato fotografato dall’autovelox mentre viaggiava a 139 km/h su una strada con limite fissato a 120 km/h. Una violazione apparentemente difficile da contestare, accompagnata da una multa di 100 euro. Eppure un automobilista spagnolo è riuscito a ottenere l’annullamento della sanzione dopo aver individuato un particolare nella documentazione prodotta dalla Dirección General de Tráfico (DGT).
Il punto non riguardava la velocità rilevata, bensì le fotografie utilizzate per documentare l’infrazione. Quella presentata come seconda immagine era infatti soltanto un ingrandimento della prima. Una differenza apparentemente marginale che, secondo la giustizia spagnola, ha reso invalida la contravvenzione.
Multato a 139 km/h
La vicenda è arrivata davanti alla Corte superiore di giustizia di Castiglia-La Mancia, che con una decisione del 20 luglio ha dato ragione all’automobilista. Il conducente aveva ricevuto una sanzione da 100 euro dopo essere stato rilevato a 139 km/h in un tratto dove il limite era di 120 km/h. La multa proveniva da un radar fisso e inizialmente il suo ricorso era stato respinto dal tribunale amministrativo.
L’automobilista ha però insistito, sostenendo che la documentazione non rispettasse i requisiti previsti dalla normativa spagnola. In particolare, non erano presenti due fotografie distinte del veicolo scattate in momenti differenti. La DGT aveva fornito un’immagine complessiva dell’auto e, come secondo elemento, un semplice ingrandimento della stessa fotografia per rendere leggibile la targa.








