Di: Naima Chicherio, redazione esteriA meno di due mesi dalle elezioni in Israele, torna a farsi sentire con forza la questione delle responsabilità politiche legate al 7 ottobre, che ricadono sempre di più sul primo ministro Benyamin Netanyahu. Secondo nuove rivelazioni del quotidiano progressista Haaretz, il premier sarebbe stato avvertito che stava per accadere qualcosa di grave non dal suo esercito, ma da una forza esterna: gli Emirati Arabi Uniti.Una voce diretta, non solo segnali sottovalutatiFinora, sulle mancanze precedenti l’attacco di Hamas si era parlato soprattutto di segnali ignorati sul terreno: soldati di stanza al confine con Gaza avrebbero segnalato attività insolite, come esercitazioni congiunte tra Hamas e altri gruppi armati, allerte poi sottovalutate. L’inchiesta di Haaretz introduce invece una voce diretta e credibile, rimasta senza ascolto.Per capire la vicenda occorre fare un passo indietro. A inizio 2023 i servizi israeliani e Hamas avviano negoziati segreti sulla fine del blocco su Gaza. I colloqui avanzano, e un accordo sembra vicino. Netanyahu, però, fa marcia indietro: sa che i suoi alleati estremisti non lo accetterebbero, con il rischio di far cadere il governo. Interrompe così le comunicazioni con Hamas.
Netanyahu avvisato da Abu Dhabi prima del 7 ottobre? - RSI
Haaretz: Netanyahu avvisato dagli Emirati prima del 7 ottobre 2023? Il premier nega, ma le rivelazioni pesano sulla campagna elettorale israeliana di ottobre 2026.










