Parlando ancora della Grande Mela "è incredibile. Dico sempre che New York è la più grande città dello sport al mondo e che questo è lo stadio più bello del mondo. Spero soltanto che il mio migliore amico e mia sorella non debbano presentarsi al lavoro alle sei del mattino, fra tre ore. Sarebbe un bel gesto da parte dei loro datori di lavoro concedergli una giornata libera... - ha aggiunto ridento - Ma sono davvero grato per tutto questo. Mi sento molto fortunato, Dio mi ha benedetto in tantissimi modi. Essere qui davanti a questo pubblico è un onore assoluto, così come è un onore condividere il campo con Carlos. Cerco di godermi ogni singolo momento che posso vivere qui". In tribuna, tra gli altri, anche papà Bryan, che sa bene cosa vuol dire vivere certe emozioni, da giocatore e da coach. "Per me e mio padre è stato semplicemente bellissimo essere parte di una partita del genere. Il livello di tennis, la durata dell'incontro, la battaglia che è diventato e quanto sia rimasto equilibrato, con continui cambiamenti da una parte e dall'altra: sono tutte cose che sappiamo apprezzare - ha concluso - A prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta, alla fine avremmo avuto comunque un sorriso sul volto".