Il richiamo alla politica autoreferenziale, al malaffare, alle periferie dimenticate e alla necessità di ritrovare una visione comune ha acceso il dibattito a Brindisi. Il discorso pronunciato dall’arcivescovo Giovanni Intini a margine delle celebrazioni per i Santi Patroni ha provocato reazioni nella maggioranza e nell’opposizione, intrecciandosi con il bilancio amministrativo presentato sullo stesso palco dal sindaco Pino Marchionna.
Partendo dalle parole del profeta Isaia, Intini ha rivolto la domanda direttamente alla città: «Brindisi, quanto resta della tua notte?». L’arcivescovo ha descritto una comunità attraversata dall’incapacità di costruire una visione unitaria, dagli interessi di parte e da «passerelle distanti dai reali problemi della gente». Non è mancato il riferimento alla «rete del malaffare», che secondo Intini sottrae energie ed entusiasmo alle forze sane e produttive, né la critica a una politica impegnata più nella conservazione del potere che nell’amministrazione. Il monito ha riguardato però anche i cittadini, spesso rassegnati a «coltivare l’orto di casa» senza contribuire alla costruzione della comunità, e la stessa Chiesa, chiamata a superare abitudini e routine.







