È arrivato alle 10 davanti la chiesa Maria Regina, a Squinzano, in provincia di Lecce, il feretro di Lorena Isceri uccisa dal suo ex che l’ha lanciata da un cavalcavia sulla A1 dopo dopo averla rapita sotto casa e chiusa nel bagagliaio. Una bara bianca accolta in un religioso silenzio, seguito dai familiari e i parenti stretti. La madre Antonietta che stringe tra le braccia l’orsacchiotto bianco di Lorena, regalatole quando era bambina e il padre Franco che si china tra le lacrime sulla bara della figlia baciandola. Le strade sono addobbate con drappi e fiocchi rossi.
Al momento la camera ardente allestita nella chiesa Maria Regina è chiusa ai giornalisti e alle persone in attesa per permettere ai familiari di raccogliersi in un momento privato di preghiera.
«Era una bambina speciale. Ricordo la sua bravura e la sua umiltà. Pur essendo tra le migliori della classe, forse la migliore, era semplicissima. Scherzosa con i compagni, attenta in classe. Intelligentissima. Non si metteva mai al di sopra degli altri. Peccato». È il ricordo di Fernando Tomasi, insegnante di matematica di Lorena Isceri alla scuola media Carducci di Squinzano, anche lui tra i tanti che in queste ore si stanno recando in chiesa. Il funerale sarà celebrato alle 17.00.











