Se in propaganda elettorale vale un po’ tutto, il partito Repubblicano punta, com’era prevedibile, sulla famiglia tradizionale. All’alba delle elezioni mid-term, l’amministrazione Trump sta elaborando una proposta per retribuire i genitori che scelgono di restare a casa a crescere i figli. Il piano, fortemente sostenuto da J. D. Vance, prevede di reindirizzare i fondi federali attualmente destinati all’assistenza per l’infanzia per i genitori lavoratori, segnando un cambio di passo nelle politiche di welfare statunitensi.

I dettagli

Gli Stati Uniti sono tra i pochi paesi al mondo a non prevedere alcun congedo parentale. Il nuovo programma di assistenza sociale - come scrive il New York Times- si rivolge specificatamente alle famiglie della classe media. La misura si applicherebbe esclusivamente a coppie sposate che rientrano in determinate fasce di reddito. Per qualificarsi è richiesto che uno dei due genitori abbia una occupazione a tempo pieno e che l’altro resti a casa dedicandosi alla cura dei figli. Genitori single e coppie non sposate sarebbero esclusi da questo beneficio.

L’origine dei fondi

Per finanziare questa iniziativa, i funzionari intendono attingere al Child Care and Development Fund, un fondo da 12 miliardi di dollari istituito negli anni Novanta durante l’amministrazione Clinton. Questo fondo era nato con l’obiettivo di aiutare famiglie del ceto medio a pagare l’asilo nido per consentire ai genitori di poter lavorare o studiare. Attualmente finanzia l’assistenza per i bambini fino a 13 anni e copre i costi per l’assistenza di circa 1,3 milioni di bambini. Inoltre, circa l’80% delle 870mila famiglie che ricevono questi sussidi è composto da genitori single lavoratori, soprattutto madri.