Per molti è un gesto meccanico, quasi inconscio, che si compie più volte al giorno. Ed è più importante di quanto si pensi: ogni volta che tiriamo lo sciacquone senza pensarci, potremmo azionare un vero e proprio “effetto geyser” invisibile. Una recente rassegna scientifica condotta dai ricercatori della Flinders University e pubblicata sulla rivista Science of The Total Environment rivela dettagli decisamente poco invitanti su ciò che accade nell’aria del nostro bagno subito dopo lo scarico. Analizzando 22 studi precedenti dedicati alla formazione di aerosol nei servizi igienici, il team di ricerca ha ricostruito con precisione la dinamica dei fluidi che si scatena nella tazza. “Lo scarico del WC crea una turbolenza in grado di rilasciare aerosol nell’aria circostante”, spiega Lira Adiyani, autrice principale dello studio. Durante questa fase, l’acqua impatta ad alta velocità sulle superfici, generando microscopiche goccioline che restano sospese nell’ambiente.
Il dato più inquietante riguarda la traiettoria e la persistenza di questa nebbia invisibile. I ricercatori hanno rilevato che le particelle sbalzate dallo scarico possono spostarsi in orizzontale fino a 150 centimetri e spingersi in verticale fino a 163 centimetri dal pavimento. Quest’ultima altezza, notano gli esperti, ricade esattamente nella tipica “zona di respirazione” di una persona adulta. A peggiorare le cose c’è il fattore tempo: queste micro-gocce continuano a fluttuare nell’aria per almeno 20 secondi prima di depositarsi.








