Quante volte applicate lo shampoo? Siete tra quelli che chiudono l’acqua della doccia mentre si insaponano o preferite il getto continuo? Una ricerca condotta dai ricercatori dell’Università del Surrey ha messo in luce che sono proprio le nostre abitudini a fare la differenza sull’impatto che lavarsi ha sul consumo idrico dell’intera abitazione, suggerendo come le soluzioni tecnologiche e le strategie che giocano sui costi del servizio per il risparmio di acqua, da sole, non bastino. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Environmental Management.

Spreco idrico domestico, da cosa dipende

Il momento della doccia rappresenta la singola fonte di consumo idrico più rilevante all’interno delle abitazioni, arrivando a coprire una quota compresa tra il 25% e il 45% dell’intero utilizzo di acqua potabile indoor. Per analizzare in dettaglio le dinamiche e capire se e dove sia possibile intervenire per ridurne l’impatto, i ricercatori hanno analizzato il comportamento di 319 nuclei familiari in Germania. Hanno installato nei bagni dei dispositivi elettronici dotati di sensori intelligenti per rilevare e registrare dati in tempo reale: durata totale di ogni singolo episodio di doccia (in totale ne sono stati catturati 8.550), interruzioni del flusso d’acqua, condizioni ambientali. Le misurazioni oggettive sono state poi incrociate con i risultati di questionari compilati dalle persone coinvolte subito dopo la doccia, permettendo di collegare le azioni rilevate dai sensori con informazioni demografiche, l’uso di prodotti specifici e le caratteristiche fisiche dei partecipanti.