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Maria Strada

Da Thompson a Christie, dal caso Tagovailoa fino al gesto estremo di Shane Tamura: la Cte, la malattia dei traumi cranici ripetuti, colpisce football, rugby e calcio. L'ultimo dato: il 60% dei cervelli australiani esaminati ne è affetto

Il 60% dei cervelli donati alla scienza da giocatori di rugby league morti tra i 20 e i 40 anni mostra segni di encefalopatia traumatica cronica (Cte), la malattia neurodegenerativa legata ai traumi cranici ripetuti. È quanto emerge da uno studio dell'Australian Sports Brain Bank, riportato dall'emittente di stato Abc: su 51 cervelli esaminati, 31 presentavano la patologia, diagnosticabile soltanto dopo la morte.

I donatori avevano giocato a vari livelli — dal dilettantistico al professionistico — e tra i casi identificati figurano nomi noti del rugby league australiano: l'ex giocatore e allenatore NRL Paul Green e Keith Titmuss dei Manly Sea Eagles, morto a soli 20 anni nel 2020 dopo una sessione di allenamento in condizioni di caldo estremo.