Bandiere, Libretto rosso e canti nella città natale del leader
Shaoshan, 9 set. (askanews) – Cinquant’anni dopo la morte di Mao Zedong, a Shaoshan il “Grande Timoniere” continua a richiamare migliaia di visitatori. Nella città dello Hunan dove nacque nel 1893, circa mille persone hanno partecipato nella notte alla commemorazione dell’anniversario, con bandiere rosse, ritratti di Mao, copie del Libretto rosso e canti rivoluzionari. Molti sono giovani e studenti.
“La gente del posto è molto semplice e tutti sono molto amichevoli – dice questo turista – Una cosa che colpisce davvero è che ci sono moltissimi giovani. Da quello che ho sentito, dal 2018 ne vengono sempre di più, anno dopo anno”.
Shaoshan è una delle mete del cosiddetto “turismo rosso”, promosso in Cina nei luoghi simbolo della storia comunista. Negli ultimi anni è cresciuta anche la nostalgia per l’epoca di Mao, mentre il Paese affronta rallentamento economico e nuove pressioni sociali.
Una nostalgia che convive con il bilancio drammatico del maoismo. Il Grande Balzo in avanti fu accompagnato da una carestia che provocò decine di milioni di morti. La Rivoluzione culturale, voluta da Mao, portò persecuzioni e violenze e spinse il Paese verso il collasso economico e sociale.











