L’intelligenza artificiale entra in tutte le fasi della ricerca. Se produrre un paper diventa più semplice, aumenterà la quantità degli studi e potenzialmente anche la loro qualità. Su quali basi dovrebbe allora essere valutato il ricercatore?

L’IA nella ricerca economica

Due anni fa sarebbe sembrato azzardato affidare a un modello di intelligenza artificiale la revisione della letteratura, il codice statistico o la prima stesura di un articolo. Oggi molte di queste attività sono già possibili e gli esempi riguardano ormai l’intero processo della ricerca.

Uno studio su 48 paper pubblicati su riviste economiche mostra che un agente può ricostruire gran parte di un’analisi partendo dall’articolo e dai dati originali. Il Project Ape si è spinto fino alla produzione di mille paper di valutazione delle politiche pubbliche, dall’idea al testo, utilizzando dati accessibili pubblicamente. Refine è già impiegato dall’American Economic Association e dall’Econometric Society per effettuare controlli tecnici prima della pubblicazione.

Analisi, scrittura e verifica sono dunque già oggi, almeno in parte, automatizzabili. Se il progresso proseguirà, produrre un paper “costerà” sempre meno. Da qui nasce la domanda centrale: se una macchina può produrre il paper, che cosa resta della ricerca accademica nelle scienze sociali?