Non solo curare una malattia, ma guardare alla persona che quella malattia la sta vivendo. È questa la sfida al centro del protocollo d’intesa firmato a Udine da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e Università di Udine. Un accordo di tre anni che punta a trasformare l’umanizzazione delle cure in qualcosa di sempre più concreto e, soprattutto, misurabile.

L’obiettivo è sviluppare strumenti e indicatori capaci di valutare quanto i servizi sanitari siano realmente orientati alla persona. Un passaggio che potrebbe portare, in prospettiva, alla nascita di un Osservatorio nazionale sull’umanizzazione delle cure.

Dalla teoria agli indicatori

La collaborazione prevede attività congiunte di studio e ricerca, la definizione di indicatori multidimensionali per valutare l’umanizzazione, l’analisi delle esperienze già sviluppate a livello regionale e nelle singole aziende sanitarie e un collegamento più stretto tra ricerca, formazione e pratica assistenziale.

Il punto, dunque, non è soltanto affermare che la persona debba essere al centro della sanità, ma individuare criteri attraverso i quali verificare concretamente come questo principio viene applicato nei servizi.