È scontro aperto al Bundestag tra il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la leader dell'AfD Alice Weidel. A pochi giorni dal trionfo del partito di estrema destra nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, dove ha sfiorato la maggioranza assoluta, la general debate al Parlamento di Berlino si è trasformata in un duro confronto sul futuro della Germania, sull'immigrazione e sui rapporti con la Russia.
Merz ha replicato frontalmente alle accuse di Weidel, che aveva attaccato il governo e sostenuto che la maggioranza guidata dal cancelliere fosse ormai politicamente finita. Il passaggio più duro è arrivato quando il cancelliere ha contestato la parola «remigrazione», uno dei termini utilizzati dall'AfD per indicare il ritorno nei Paesi d'origine di persone con background migratorio. «La vostra remigrazione non è altro che una pulizia etnica», ha affermato Merz in aula.
Il cancelliere ha però distinto la posizione del governo sulla gestione dell'immigrazione da quella dell'AfD. Secondo Merz, nella coalizione esiste consenso sulla necessità di aumentare le espulsioni dei migranti che non hanno diritto a rimanere in Germania, ma questo non può tradursi nel progetto di una «remigrazione» generalizzata. La Germania, ha sottolineato, ha anche bisogno di lavoratori e deve affrontare la carenza di manodopera in diversi settori. La distinzione è stata ribadita durante il confronto parlamentare: secondo Merz, l'AfD non sarebbe in grado di affrontare questa complessità.










