A sei anni dall'omicidio di Fabrizio Piscitelli, l'ultrà della Lazio conosciuto come Diabolik, arriva una nuova svolta nelle indagini. Carabinieri e polizia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette persone ritenute coinvolte, a vario titolo, nella pianificazione e nell'organizzazione del delitto. Tra gli indiziati figura Michele Senese, storico boss dell'omonimo clan, indicato dagli investigatori come il mandante apicale dell'omicidio.
Piscitelli fu ucciso il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti, a Roma, con un colpo di pistola alla testa. Secondo la ricostruzione contenuta nell'ordinanza del gip, l'omicidio sarebbe maturato nell'ambiente del narcotraffico romano e avrebbe avuto anche una precisa funzione interna alle dinamiche criminali: riaffermare il potere del clan Senese su un proprio affiliato che, secondo gli inquirenti, si era progressivamente reso autonomo.
Senese, secondo l'accusa, avrebbe fornito l'assenso preventivo determinante per l'eliminazione di Piscitelli. Il provvedimento giudiziario lo descrive come uno storico boss del sodalizio, ancora considerato alla guida del clan nonostante sia detenuto da oltre dieci anni.
Tra gli arrestati c'è anche Leandro Bennato, ritenuto dagli investigatori mandante e organizzatore del delitto e al vertice di un gruppo criminale attivo nella Capitale. Secondo la ricostruzione accusatoria, Bennato avrebbe deciso l'eliminazione di Piscitelli, considerato un concorrente scomodo nel mercato della cocaina, con l'obiettivo di estrometterlo e rafforzare il controllo criminale nell'area della Tuscolana.










