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Rinaldo Frignani e Redazione Roma
Indiziato come mandante apicale Michele Senese, lo storico capo del clan, che avrebbe dato l'incarico dell'azione punitiva per riaffermare il proprio potere. La commissione Antimafia chiede le carte alla Procura di Roma
Arrestati da carabinieri e polizia i presunti mandanti dell'omicidio dell'ultrà della Lazio Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik, ucciso nel Parco degli Acquedotti a Roma il 7 agosto del 2019. Eseguita un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette persone. Indiziato come mandante apicale Michele Senese storico capo dell'omonimo clan che, secondo gli inquirenti, avrebbe fornito l'«assenso preventivo» determinante per l'uccisione di Piscitelli.
La commissione Antimafia chiede gli atti alla Procura di RomaL'azione punitiva sarebbe servita - secondo quanto emerso dalle indagini - a riaffermare il potere del clan su un proprio affiliato. La complessa e premeditata organizzazione del delitto, eseguita in pieno giorno, è stata qualificata dal gip del Tribunale di Roma come azione con metodo mafioso, finalizzata ad agevolare il clan Senese, egemone nell'area in cui il delitto è stato consumato. Ora è la commissione Antimafia a chiedere alla Procura di Roma gli atti riguardanti l'inchiesta. L'omicidio, si sottolinea, ha generato nel territorio romano un diffuso clima di assoggettamento e omertà, palesato dall'evidente reticenza dei testimoni oculari e dei sodali più stretti della vittima. Attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche e l'analisi di chat criptate, gli inquirenti hanno raccolto gravi indizi sull'esistenza di un accordo criminoso integrato tra diverse compagini delinquenziali operanti a Roma, volto a tutelare i rispettivi interessi nel lucroso mercato del narcotraffico.










