| 9 Settembre 2026 10:02 |

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(Adnkronos) – Milano si prepara a celebrare la 40ª edizione del MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer, un traguardo simbolico che dal 17 al 20 settembre 2026 accenderà il Piccolo Teatro Strehler, il suo sagrato e la Casa di Quartiere Garibaldi, grazie alla collaborazione gratuita con il Municipio 1. Sotto la co-direzione artistica di Lara Vespari e Federico Manzionna, alla loro seconda guida del festival, la città ospiterà quattro giorni di cinema, incontri, musica, workshop e nuove masterclass multidisciplinari, in un’edizione che guarda avanti e si interroga sul futuro attraverso il claim-manifesto #whatsnext e la sigla Louder than Shame, brano inedito di GoldQueer. «Guidare la 40ª edizione del MiX Festival è per noi un onore, ma anche una responsabilità. Guardiamo avanti, al futuro, con alle spalle 40 anni di storia, di lotte, di istanze e di cambiamenti. Cosa viene dopo? È l’interrogativo da cui siamo partitə: le risposte ci auguriamo di scoprirle insieme a voi nel corso di questo significativo traguardo», spiegano Vespari e Manzionna.

L’apertura del festival, giovedì 17 settembre, sarà affidata all’anteprima nazionale di Leviticus, horror queer del regista australiano Adrian Chiarella, presentato al Sundance 2026 e distribuito in Italia da Plaion Pictures. La serata, condotta da Debora Villa, ospiterà il saluto istituzionale dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, e una speciale performance di Italy Bares, con Lynn Jamieson, Gaia Scarico e Francesco Scarico, coreografata da Anna Rita Larghi e accompagnata da un arrangiamento inedito cantato da Numa. La chiusura di domenica 20 settembre, condotta da Annie Mazzola e Riccardo Poli, vedrà invece protagonista Levante, prossima alla release del suo nuovo album “Dell’amore il fallimento e altri passi di danza”, che riceverà il Premio More Love, riconoscimento dedicato a figure dello spettacolo, della cultura e della società civile impegnate nel dare voce alle tematiche LGBTQ+. A seguire, la proiezione fuori concorso del cult Desert Hearts di Donna Deitch, tratto dal romanzo di Jane Rule, considerato un classico della filmografia lesbo e ancora oggi modello di riferimento per il cinema saffico contemporaneo.