A dare il via libera all'omicidio di Fabrizio Piscitelli, capo ultrà della Lazio celebre con il nome di Diabolik, sarebbe stato Michele Senese in persona, storico capo dell'omonimo clan camorristico tra i più influenti a Roma. È di fronte a una vera e propria svolta il giallo dell'omicidio di Diabolik, avvenuto nella serata del 7 agosto 2019 e rimasto finora senza un colpevole. Le forze dell'ordine hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 7 persone. Nella nuova ricostruzione della procura, Michele Senese sarebbe indiziato come mandante apicale: avrebbe infatti fornito l'assenso preventivo determinante per l'uccisione di Piscitelli. Nonostante lo stesso Michele e Gennaro Senese fossero stati "testimoni di nozze" di Piscitelli. Il movente dietro all'esecuzione: la quota profitti non versata e l'eccessiva autonomia Nel blitz di mercoledì sono finiti in carcere diversi membri di spicco della criminalità romana. A cominciare da Leandro Bennato, anche lui ritenuto mandante, organizzatore e al vertice del gruppo criminale operante su tutta la città di Roma. Sarebbe stato lui a deliberare l'eliminazione di Piscitelli, considerato un concorrente scomodo perché "troppo autonomo" nel mercato della cocaina, per estrometterlo e conquistare il controllo criminale della zona della Tuscolana. Non solo. Secondo la Dda, l'azione "punitiva" serviva anche a riprendere il controllo di un affiliato del clan che in quel frangente si rifiutava di corrispondere una "dovuta quota sui profitti" delle attività illecite. Nelle casse dei Senese entravano infatti circa 2-3mila euro al mese, somme "irrisorie" a fronte della quantità di droga commercializzata.Gli indagati: "La gente con i soldi sta sulle panchine" Stando agli atti dell'inchiesta, un mese dopo il delitto, uno degli indagati sarebbe stato intercettato mentre parlava della situazione criminale nella Capitale: "Ricordate che a Roma la gente con i soldi rimane sulle panchine". Secondo la polizia giudiziaria, si tratterebbe di un chiaro riferimento all'omicidio, avvenuto appunto con un colpo di pistola alla nuca mentre Diabolik era seduto su una panchina. Ma anche di un ammonimento "sulla gravità delle conseguenze derivanti dall'omessa o ridotta corresponsione dei guadagni illeciti al clan Senese", ha spiegato il gip in un atto di quasi 800 pagine. E da una frase pronunciata da Michele Senese - "…Embè che gliela danno anche un poco a loro che fa?...un cucchiaino di polvere…ve lo mettete nel brodo!" - secondo il giudice si evincerebbe il "palese disinteresse per la fine di Piscitelli, nonostante la loro lunga conoscenza, da rendere evidente la risalente rottura tra il defunto e il clan Senese". La trappola mortale e il killer travestito Bennato avrebbe pianificato la logistica sul luogo, effettuando sopralluoghi preliminari e, il giorno del delitto, avrebbe fornito supporto diretto scortando a bordo di uno scooter rubato il killer Raul Esteban Calderon, già assolto in secondo grado. Il ruolo di gancio e mandante, secondo le indagini, sarebbe stato ricoperto da Alessandro Capriotti. Quest'ultimo avrebbe agito in concorso, concordando la trappola mortale. Capriotti avrebbe infatti fissato un appuntamento fittizio con Piscitelli presso la panchina del parco di via Lemonia alle ore 19 del 7 agosto 2019, attirandolo così nel raggio d'azione del sicario, travestito da runner e appostato nell'area.Il gip: "Azione con metodo mafioso" Secondo quanto scrive il gip di Roma l'omicidio di Piscitelli è "un'azione con il metodo mafioso finalizzata ad agevolare il clan Senese, egemone nell'area in cui il delitto è stato consumato". I reati contestati a vario titolo ai sette arrestati sono omicidio aggravato con metodo mafioso, estorsione con armi da guerra, tentato omicidio e associazione finalizzata al narcotraffico. Secondo gli inquirenti c'era un accordo criminoso integrato tra diverse compagini delinquenziali operanti a Roma, volto a tutelare i rispettivi interessi nel lucroso mercato del narcotraffico. Una rete ben rodata in cui erano coinvolti "soggetti di elevatissima caratura criminale" e che ha contribuito, nei mesi dopo l'omicidio, a creare un clima di totale omertà. Anche da parte di chi era schierato con Diabolik. Il legame tra i Senese e Caroccia (senza Diabolik) Tra gli elementi emersi dall'indagine, ci sono anche "le collaborazioni imprenditoriali nella ristorazione" tra il clan Senese e Mauro Caroccia, finito negli ultimi mesi al centro del caso politico-giudiziario che coinvolge l'ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, per il ristorante "Bisteccheria d'Italia" fondato con la figlia dello stesso Caroccia. In una telefonata intercettata nel 2019, il figlio di Michele Senese parlava con Daniele Caroccia di "disponibilità" ad "avviare un comune rapporto societario". Proprio da questi rapporti imprenditoriali Diabolik venne escluso, segno di una prima "incrinatura del rapporto".
Roma, 7 arresti per l'omicidio di "Diabolik", il gip: "Azione con metodo mafioso"
Sette arresti a Roma per l'omicidio di Fabrizio Piscitelli "Diabolik": secondo gli inquirenti, il mandante sarebbe Michele Senese.










