Troppi reati commessi tra le mura domestiche dai reduci della guerra in Ucraina. Così, in Russia, il ministero della Difesa ha deciso di punire i soldati, togliendo loro una parte del bonus che gli viene concesso al momento dell’arruolamento a contratto. Si tratta di una proposta normativa, pubblicata sul portale dedicato. Il testo fa riferimento alle “norme per l’erogazione di un pagamento una tantum in contanti al personale militare in servizio a contratto nelle Forze Armate della Federazione Russa, approvate con il Decreto del Governo della Federazione Russa del 9 dicembre 2022 n. 2278”.
La novità è questa: “Qualora un tribunale dichiari un militare colpevole di aver commesso un reato ai sensi del Codice penale della Federazione Russa, per il quale è stata emessa una sentenza di colpevolezza che impone una pena diversa dalla reclusione, e il militare non sia stato congedato dal servizio militare, il pagamento una tantum in contanti a lui corrisposto è soggetto a recupero (rimborso) in un importo calcolato in proporzione al tempo (in mesi interi) rimanente fino alla fine del contratto”. A dare la notizia per primo è stato il media indipendente Vertska sul suo canale Telegram, a seguire l’argomento è stato rilanciato dai media internazionali, come l’agenzia Reuters.







