Il Cremlino ha iniziato a ridurre in modo significativo gli incentivi economici destinati ai soldati volontari, una mossa che appare legata all’intenzione di mobilitare in modo continuativo i membri della riserva attiva russa.

La decisione segna un cambio di strategia nella gestione delle forze armate, con l’obiettivo di centralizzare il reclutamento e sostenere lo sforzo bellico prolungato in Ucraina.

Secondo quanto riferito il 17 ottobre dal Centro ucraino per il contrasto alla disinformazione, diverse regioni russe hanno iniziato a ridurre o cancellare i premi una tantum offerti ai nuovi arruolati del servizio militare a contratto.

Nella Repubblica dei Mari El, il bonus di arruolamento è stato abbassato da 3 milioni di rubli (circa 31.600 dollari) a 800.000 rubli (9.800 dollari); in Ciuvascia da 2,5 milioni (26.300 dollari) a 800.000 rubli; mentre nell’Oblast di Samara il taglio è stato ancora più drastico, da 3,6 milioni (37.900 dollari) a 400.000 rubli (4.900 dollari). Riduzioni analoghe sono state segnalate anche nell’Oblast autonomo di Yamalo-Nenets, in quello di Nižnij Novgorod, nella Repubblica del Bashkortostan e a San Pietroburgo, dove le autorità hanno addirittura cancellato retroattivamente il bonus governativo di 1,6 milioni di rubli (16.800 dollari).