Il memoriale della compagna dell'imprenditore: accuse e reati «più pesanti di quelli contestati finora». Lo scambio di messaggi con l'ordinanza e la frase su "Corrado" sottolineata
Una chat tra Natalia Potenza, compagna di Valter Lavitola, e Laura Cianfoni, legata a Sigfrido Ranucci. In cui in un messaggio alle 4 e 12 del 5 luglio scorso arriva l’ordinanza di arresto degli esecutori materiali dell’attentato nei confronti del conduttore di Report a Campo Ascolano. Proprio la notte precedente i carabinieri hanno perquisito la casa di Lavitola per otto ore e gli hanno notificato l’accusa di essere il mandante della bomba. E subito dopo il messaggio ne arriva un altro alle 4:27. In cui è evidenziato il nome Corrado. E l’intercettazione in cui uno degli arrestati, Pellegrino D’Avino, dice: «Quello ha detto a quello che non dobbiamo proprio farlo arrivare a Corrado… se fai il gioco così».
A parlare della chat segreta è oggi Libero in un articolo a firma di Giacomo Amadori. Tre giorni prima Ranucci aveva detto ai magistrati: «Ho trovato un collegamento nella zona di Rovigo, dove si svolge la vicenda del cantiere (la famosa inchiesta citata più volte da Ranucci come possibile fattore scatenante dell’attentato, ndr), che è tale Corrado Moccia, ma tuttavia non trovo un preciso nesso». Ai giornali invece l’ex conduttore di Report aveva dichiarato che Corrado era anche il nome in codice di un ex appartenente ai Servizi segreti. E, in un’altra occasione, aveva detto: «Ma andassero a cercare chi cazzo è questo Corrado…». I carabinieri avevano cominciato la perquisizione alle 19:30 del 4 luglio. E avevano finito alle 3 del mattino. Subito dopo c’è la telefonata di due ore tra Ranucci e Lavitola su Signal. L’app è criptata ma gli investigatori avevano piazzato una microspia nell’auto dell’imprenditore.








