Bologna, 9 settembre 2026 – L’Europa vuole un giro di vite sugli affitti brevi e Bologna potrebbe essere tra le dirette interessate. Da Bruxelles sono al lavoro per la stretta e, secondo le prime bozze del nuovo regolamento, per identificare le ‘zone rosse’ (quindi particolarmente sotto stress) potrebbe scattare un parametro basato sul rapporto tra prezzi di acquisto e redditi medi, che dovrà essere "almeno pari a 8, in crescita da almeno 10 anni e senza prospettive di miglioramento nei successivi tre". I numeri sotto le Due Torri parlando chiaro ed emergono da un reportage del Sole 24 Ore: secondo l’Agenzia delle entrate e il Dipartimento Finanze, che hanno elaborato le dichiarazioni dei redditi e l’Osservatorio del mercato immobiliare, Bologna sarebbe già oltre la soglia massima e, nonostante si sia già dotata di regole per porre un freno al proliferare di affittacamere e B&b (come la seconda variante al Piano urbanistico), potrebbe vedere in futuro nuove limitazioni. E, forse, anche il tanto famigerato blocco delle compravendite. A decidere, in ogni caso, dovrebbero essere le amministrazioni.

I prezzi medi

Bologna, con un prezzo medio di compravendite immobiliari di 268 mila e 200 euro e un reddito medio annuo di 29 mila 743 euro, avrebbe così un rapporto pari a 9, quindi oltre i paletti che potrebbe fissare l’Unione Europea. Davanti, in una poco invidiabile classificale, figurano Milano al primo posto (con un rapporto di 11,7), Firenze al secondo (10,1) e Roma (9,3). Dietro Bologna ecco Napoli, con un rapporto di 8,8. Resterebbero sotto la soglia di una rapporto pari a 8, invece, Genova (7,1), Torino (6,9) e Palermo (5,9).