Roma, 9 settembre 2026 – "Se una società è a misura di donna, è a misura di tutti. Il femminismo, per noi, serve a rendere più libera e sicura la vita di tutti". Lo afferma Roberta Mori, portavoce nazionale della Conferenza delle donne dem e promotrice della Festa nazionale delle Democratiche "Repubblica, femminista, plurale. Ottant’anni di noi", da oggi al 13 a Reggio Emilia. Tra le ospiti Mona Abuamara, ambasciatrice di Palestina, Elly Schlein, Lella Costa, Maria Latella, Laura Boldrini, Susanna Camusso e l’atleta paralimpica Martina Caironi. "Sarà una festa delle idee, dell’ascolto, del confronto e dell’alternativa: non una passerella di nomi, ma un luogo nel quale possano prodursi proposte. Simbolica la scelta di Reggio, città della madre costituente Nilde Iotti".
L’eredità delle donne che conquistarono il voto nel 1946 si traduce nell’attuazione della Costituzione, che chiede alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli a libertà ed eguaglianza.
"Ottant’anni dopo, gli ostacoli si chiamano lavoro povero, dipendenza economica, violenza, carichi di cura, discriminazioni, sottorappresentazione. La democrazia è incompiuta finché una donna ha meno libertà di scegliere la propria vita", per un sistema che la penalizza. Da qui l’"agenda femminista per l’alternativa". "Il femminismo non è una politica per una categoria, è un progetto per l’intera società". Dovrà entrare nella proposta del Pd e dell’alleanza progressista: "Non si può chiedere alle donne di mobilitarsi per l’alternativa e poi considerare negoziabili le loro richieste".






