Sandro Farinelli, 66 anni, è uno degli ultimi paladini – maschera, levigatrice e tuta – a tenere viva questa tradizioneGoro (Ferrara), 9 settembre 2026 – “I costi che sosteniamo per l’energia, stratosferici. Da quando l’impresa è partita è stata fatta qui vicino, proprio per noi, una cabina che fornisce la luce. Con gli attrezzi che usiamo la ’bruciamo’, ogni mese spendiamo tra i 7.000 e gli 8.000 euro. Cifra in continuo aumento, adesso poi con i prezzi che lievitano a causa della crisi internazionale spendiamo ancora di più. Corrente che è indispensabile per il nostro lavoro, per tutti gli attrezzi che usiamo”. Già sono in pochi ma rischia di scomparire un mestiere antico, il maestro d’ascia, nei secoli gli artigiani che costruiscono e riparano le barche secondo tecniche antichissime, tramandate di generazioni. Sandro Farinelli, 66 anni, è uno degli ultimi paladini – maschera, levigatrice e tuta bianca – a tenere viva questa tradizione, adesso minata anche dal caro energia. Non tanto il gasolio, ne serve poco, quanto per la corrente, che viene usata a fiumi.

Farinelli lavora insieme a quattro soci, soci fondatori dei cantieri navali del Delta, sul porto di Goro. Hanno dieci dipendenti. “Per fortuna – aggiunge, attorno a lui l’officina, il suo mondo, martello che sbatte e sembra musica – il lavoro non manca. Barche entrano ed escano, barche da riparare, barche da costruire ex novo. Sì, da questo punto di vista il settore regge bene. Altrimenti avremmo già abbassato la saracinesca. E da un pezzo”. La calafatura è una tecnica di manutenzione e riparazione degli scafi delle barche