L’anno nero delle cozze campane sta per chiudersi con un tonfo pesantissimo sulla produzione estiva e sulle prospettive future per il 2027. Se nel tardo inverno e nella primavera scorsi il consumo di mitili è stato stigmatizzato per l’aumento dei contagi di Epatite A, adesso il prodotto locale non riesce a arrivare sulle tavole o ne arriva in quantità fortemente ridotta perché il riscaldamento climatico ha aumentato le temperature marine anche nei profondi fondali della costa, uccidendo le coltivazioni di frutti di mare. Secondo le stime diffuse dall’Agci, l’associazione generale delle cooperative italiane, «si è persa l’intera produzione di agosto e sono persi anche i semi che serviranno per le coltivazioni del prossimo anno». A parlare è Stefano Sorriento, vicepresidente regionale dell’Agci e responsabile del settore Pesca, che elenca i dati che hanno segnato in maniera negativa non solo quest’ultimo periodo ma una situazione che va avanti da un quinquennio. «Il riscaldamento delle acque, anche quelle profonde, lo stiamo vivendo da anni, con una crisi che parte in anticipo nell’alto Adriatico, dove hanno fondali meno profondi rispetto a quelli della costa campana, e arriva nella tarda estate anche da noi».
Cozze, crolla il mercato : «Il mare è troppo caldo»
L’anno nero delle cozze campane sta per chiudersi con un tonfo pesantissimo sulla produzione estiva e sulle prospettive future per il 2027. Se nel tardo inverno e nella primavera scorsi il...






