L’Inter si arrende al Santiago Bernabeu contro il cinico ex Mourinho al termine di una sfida senza una logica lineare. I Campioni d’Italia hanno impensierito il Real Madrid all’inizio, ma hanno esagerato nell’autostima concedendo il doppio vantaggio agli spagnoli con errori imperdonabili di Jones, Bisseck e Josep Martinez. A quel punto sono stati Bellingham e compagni a peccare di leggerezza sbagliando una quantità infinità di azioni a campo apertissimo, anziché travolgere i nerazzurri con un minimo di cattiveria. Un atteggiamento di superiorità punito dal guizzo di Carlos Augusto che ha trasformato gli ultimi minuti in un assedio, sventato da Courtois, sotto i fischi del pubblico molto esigente nel caldo insopportabile dello stadio. L’Inter può consolarsi pensando di avere tenuto testa al Real per larghi tratti della serata, ma è più saggio far prevalere la considerazione che gli spagnoli avrebbero potuto dilagare. L’Inter colleziona occasioni sprecate, il Real passa in vantaggio alla prima opportunità. Il castello interista crolla per gli errori di Jones e Bisseck, puniti senza pietà da Mbappé che raggiunge Raul a quota 71 gol al quinto posto della classifica marcatori di tutti i tempi di Champions. Dovrebbe essere un avvertimento a dismettere gli eccessi di confidenza nella propria metà campo. Invece, succede ancora peggio nove minuti dopo, quando Martinez combina un disastro provando a dribblare Valverde davanti alla porta, anziché rinviare il più lontano possibile. Il pallone carambola sull’uruguaiano che raddoppia. È una lezione durissima. L’Inter, quando frequenta gli atenei internazionali, sembra un universitario che deve sempre studiare moltissimo senza la garanzia di strappare un bel voto all’esame. Il Real è l’opposto: può anche permettersi di restare poco sui libri, sicuro di passare grazie alle sue doti di genialità, rappresentate dai fuoriclasse dell’attacco. Come era facile prevedere, Mourinho ha accentuato caratteristiche tattiche già viste nell’ultimo periodo di Ancelotti. Gli spagnoli aspettano gli avversari, pronti a ripartire con i formidabili scatti di Mbappé e Vinicius, assistiti da Brahim Diaz. Il Real potrebbe dilagare con Mbappé e Bellingham, fermati da Martinez che prova a redimersi. L’Inter continua a farsi vedere dalle parti di Courtois, ma Lautaro quando deve colpire è timido. I nerazzurri ringraziano gli errori del Real e accorciano con Carlos Augusto sfiorando il pari. I Campioni d’Italia devono uscire dal guado europeo iniziato con la successione tra Inzaghi e Chivu. Dalla scorsa stagione hanno battuto solo il Borussia Dortmund tra le grandi di Champions affrontate. Poi sconfitte con Arsenal, Liverpool, Atletico e Real Madrid, senza trascurare l’eliminazione col Bodo Glimt. Il problema è che, a parità di interpreti, l’Inter ha affievolito gli automatismi sulle fasce, accompagnati dagli inserimenti profondi dei difensori centrali, soprattutto Bastoni. Era questa manovra unica a permettere all’Inter di Inzaghi di essere protagonista nelle serate più prestigiose. Ora resta la volontà di essere sempre propositivi: basta per dominare in Italia, ma in Champions rischia di diventare controproducente.
L’Inter si arrende al Real di Mbappé: finisce 2-1
I nerazzurri regalano due gol al Real Madrid ma se la giocano alla pari. Mbappé e Valverde non perdonano Jones, Bisseck e Josep Martinez










