Esordio amaro in Champions League per l’Inter di Chivu: al Santiago Bernabéu finisce 2-1 per il Real Madrid di Mourinho, al termine di una gara che lascia in dote più rammarichi che certezze.
Non è stata una resa tattica né un crollo atletico: i nerazzurri hanno esibito a tratti grande personalità, ma hanno pagato a carissimo prezzo due macroscopiche ingenuità nel primo tempo, infrangendosi poi nella ripresa contro un monumentale Thibaut Courtois.
L’avvio è stato incoraggiante e coraggioso. Nei primissimi minuti l’Inter ha tenuto in mano il pallone, costringendo i blancos ad abbassarsi. Al 3’ una bella iniziativa di Diouf a destra ha liberato al tiro Thuram: botta potente, non abbastanza angolata per sorprendere Courtois. Al 13’ è Lautaro a scaldare i guanti del portiere belga, poco dopo un brivido per il Real su un quasi autogol di Hujsen.
Nel momento in cui l’inerzia sembrava voltare dalla parte degli ospiti, è arrivata l’autolesione. Al 14’ Jones perde un pallone sanguinoso in costruzione, Bisseck va in difficoltà e viene anticipato da Brahim Diaz, che serve Mbappé: tocco freddo e 1-0.
Nove minuti più tardi l’errore è persino più grave: sul retropassaggio di Pavard, il portiere Martinez controlla e tenta un rischiosissimo dribbling con la suola su Valverde. L’uruguaiano legge la giocata, ruba palla e appoggia a porta vuota il raddoppio.










