Lo scrittore algerino naturalizzato francese Kamel Daoud è stato prosciolto in un processo per diffamazione a Parigi legato al libro Houris, con cui nel 2024 vinse il premio Goncourt. Saâda Arbane, una donna algerina sopravvissuta con gravi danni fisici alla guerra civile avvenuta tra il 1992 e il 2002 nel suo paese, aveva sostenuto che Daoud avesse usato la sua storia personale nel libro, senza che lei avesse dato il suo consenso. In seguito lo aveva accusato di diffamazione per una lunga intervista data al quotidiano francese Le Figaro nell’aprile del 2025 in cui Daoud sembrava insinuare, senza citarla esplicitamente, che si fosse esposta contro di lui per conto del governo algerino.

L’avvocato di Arbane aveva sostenuto che, malgrado il nome della donna non comparisse nell’intervista, lei fosse «perfettamente identificabile». La sezione del tribunale di Parigi specializzata in casi di diffamazione invece ha stabilito che non lo è e che per questo non si può provare che ci sia stata diffamazione. Il tribunale ha pertanto condannato Arbane a pagare 1.500 euro di risarcimento per i danni subiti a Marc Feuillée, l’amministratore delegato del gruppo che controlla Le Figaro, e 1 euro allo scrittore.