Passi che risuonano lenti tra distese di grano, una vecchia linea ferroviaria che attraversa la campagna, fichidindia lungo il sentiero, uliveti, pecore e caprette al pascolo e un pane di grani siciliani da assaporare durante la sosta. Sono gli ingredienti del nuovo progetto di valorizzazione del Cammino di San Giacomo in Sicilia, perché un cammino non è solo una linea tracciata su una mappa, ma tutto quello che si può incontrare e vivere su quel percorso.

È questa l'idea alla base del progetto che l'assessorato regionale dell'Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, guidato da Luca Sammartino, presenterà mercoledì 9 settembre alle 11 al Palazzo comunale di Caltagirone. Il progetto è quello di trasformare il percorso da Caltagirone a Capizzi - le due città che custodiscono le reliquie di San Giacomo - in un percorso culturale ed economico della "Terra di Sicilia", in grado di collegare il pellegrino "in cammino" alle aziende agricole, agli artigiani, ai produttori, alle strutture ricettive e alle comunità custodi del paesaggio. Un progetto che prevede il coinvolgimento delle imprese agricole come punto di forza del cammino, ma che prevede anche la messa in sicurezza del percorso, la nuova segnaletica, le aree attrezzate e i punti di sosta. Partendo dall'antica Basilica di San Giacomo a Caltagirone si raggiunge il duecentesco Santuario di Capizzi, il più antico luogo di culto jacopeo nell'Isola, costruito dai Normanni, ma riedificato successivamente, con la facciata modificata nel 1800.