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Per la strage di Capodanno a Crans-Montana, quando 41 persone morirono e altre 115 rimasero ferite a causa di un incendio divampato nel locale svizzero Le Constellation, le persone indagate sono ora 17. Sono aumentate nel corso dei mesi, man mano che la procura del canton Vallese procedeva con interrogatori, analisi di documenti e sopralluoghi.

I principali indagati sono Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric, i proprietari del Constellation. È indagato anche il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, che deve rispondere dei mancati controlli sulle misure di sicurezza nel locale. Per gli stessi motivi sono indagati anche sette tra politici ed ex politici, e altri sette dipendenti comunali di Crans-Montana e dell’ex comune di Chermignon, che oggi fa parte di Crans-Montana ma nel cui territorio rientrava Le Constellation fino al 2017.

L’indagine è stata aperta per omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali gravi colpose. La conducono la procuratrice generale Beatrice Pilloud e una sostituta procuratrice, dopo che una terza magistrata a luglio aveva comunicato che avrebbe lasciato l’incarico.

A fine agosto si è saputo che è indagata anche una ex consigliera comunale di Crans-Montana, responsabile dei lavori pubblici tra il 2017 e il 2024. Secondo la radiotelevisione svizzera RTS la donna era stata inizialmente convocata come persona informata sui fatti e solo in un secondo momento era stata inserita nell’elenco degli indagati. Il quotidiano svizzero Tages-Anzeiger ha scritto che durante le indagini sarebbe emersa una email in cui l’ex consigliera avrebbe detto che era necessario fare attenzione all’interno del locale perché c’era il rischio che il soffitto ricoperto da pannelli di spugna potesse incendiarsi, come poi è successo.