In Italia ogni anno quasi quattro mila persone si tolgono la vita. Secondo le stime, i più a rischio sono gli under 50 e i giovanissimi: tra i 15 e i 29 anni il suicidio è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Telefono Amico Italia da quasi sessant’anni si impegna a ridurre questi numeri, fornendo supporto e ascolto su base volontaria a chi è in crisi. Nei primi sei mesi del 2026 oltre 4.200 persone hanno chiamato lo 02 2327 2327, e l’anno scorso il 53% delle telefonate è arrivato da under 35. In vista della giornata mondiale per la prevenzione del suicidio (10 settembre), l’organizzazione ha annunciato un’estensione del servizio, che dal primo del mese è attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.“Negli ultimi cinque anni stiamo assistendo, tra i giovani, a un chiaro aumento di manifestazioni di sofferenza psichica correlate alla suicidalità, come disregolazione emotiva, ansia, depressione, autolesionismo, ideazione suicidaria con o senza tentato suicidio”, spiega in una nota Michela Gatta, direttrice dell’Unità operativa di Neuropsichiatria infantile dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. “Nelle strutture specialistiche gli accessi per ideazione suicidaria, autolesionismo e tentativi di suicidio sono in aumento, fino a diventare una delle cause più frequenti di urgenza-emergenza in neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Questa estate nel reparto di Padova, ben metà dei ragazzi e ragazze ricoverati presentavano ideazione anticonservativa e gesti suicidari, anche particolarmente cruenti”, ha commentato Gatta.Come riporta l’Istat, l’indice di salute mentale nella fascia d’età tra i 14 e i 19 anni è passato dai 74 punti su cento del 2020, a 70,3 nel 2021, per poi risalire solo parzialmente a 72 nel 2024, restando comunque sotto i livelli pre-pandemici. La commissione Lancet convocata sul tema a maggio 2025 ha stimato che tre quarti dei disturbi mentali che durano tutta la vita insorgono prima dei 24 anni, rendendo l’adolescenza una finestra critica di intervento. Ma oltre all’esperienza traumatica della pandemia, che ha acuito i livelli di isolamento sociale per giovani e giovanissimi, oggi a pesare sul loro benessere psichico ci sono anche i conflitti familiari, la fragilità emotiva, un uso poco sano dei social e il bullismo.Secondo le stime, la notte è uno dei momenti più critici soprattutto per i giovanissimi. “Aumenta la tendenza all’iperconnessione, e l’uso continuato di smartphone o Pc non solo genera nei ragazzi l’alterazione dei ritmi circadiani, ma favorisce anche il confronto con vite ‘perfette’ sui social network, l’esposizione a dinamiche di cyberbullismo e la fruizione passiva di contenuti angoscianti o frustranti”, osserva Gatta. “Mentre il giorno impone ritmi, attività e stimoli esterni, la notte elimina i fattori di distrazione, amplificando pensieri e stati d'animo negativi”. Per questo Telefono Amico Italia ha potenziato il suo servizio al fine di garantire una copertura quanto più ampia possibile: “È un grande traguardo poterci essere sempre. Negli scorsi mesi, abbiamo avviato una sperimentazione dell'ascolto notturno, per sondare il bisogno e organizzare la nostra risposta e in sei mesi abbiamo accolto 345 chiamate notturne” spiega la presidente Cristina Rigon.“La prevenzione più efficace consiste nell’intercettare presto il malessere dei giovani”, riconosce Gatta, “isolamento, solitudine, conflitti familiari, fragilità emotiva, vissuti traumatici, depressione e ansia, uso disfunzionale dei social, pressione performativa, bullismo e cyberbullismo, oltre alla maggiore difficoltà dei ragazzi e delle ragazze nel chiedere aiuto in modo diretto”. I segnali di allarme a cui prestare attenzione sono soprattutto “i cambiamenti evidenti e persistenti sul piano emotivo, comportamentale e sociorelazionale”: calo ingiustificato del rendimento a scuola, la comparsa di irritabilità o tristezza marcate, la perdita di interessi sono segni da non trascurare. Attenzione anche se il ragazzo comincia a dare giudizi negativi su sé stesso, tende a isolarsi o a infliggersi lesioni, se dona o mette in ordine improvvisamente oggetti personali, inizia ad abusare di alcol o sostanze o fa riferimenti alla morte come soluzione. “Per genitori, insegnanti e coetanei il punto chiave è prendere sul serio ogni cambiamento improvviso, anche quando il ragazzo o la ragazza minimizzano”, conclude l’esperta, altrimenti “la sofferenza psichica resta inespressa o misconosciuta fino a quando non diventa urgente, ed eventualmente agita, soprattutto nei giovani, in modo impulsivo”.