Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiCi sono zone nel mondo dove il neo-schiavismo è legittimato e praticato. A farne le spese sono le donne, che in Afghanistan non possono neppure studiare e lavorare. Debbono indossare il chadri, che copre integralmente il corpo dalla testa ai piedi, con una maglia a rete all’altezza degli occhi.
A metà agosto il Paese ha celebrato il quinto anniversario al potere dei talebani ma per le donne c’è stato assai poco da festeggiare. Verso questa drammatica situazione appare carente la solidarietà internazionale, che se fosse più determinata potrebbe dare forza alle flebili voci che dall’interno cercano di opporsi a questo totale annientamento di una parte della popolazione.
Un altro Paese che soffoca la vita delle donne (oltre che degli oppositori al regime) è l’Iran, dove dopo anni di oblio sembrava che la società stesse rivoltandosi contro le prepotenze del potere e anche gruppi di donne partecipavano o comunque solidarizzavano con i giovani che scendevano in piazza. Non a caso alla Mostra del Cinema di Venezia ha commosso il film di Mohsen Gharaei, Moragheb-Falling house (Casa che crolla), che affronta il problema dell’oppressione in un Paese padroneggiato dai pasdaran , con un particolare sguardo sulla condizione femminile.







