di Giacomo Attuente

Temperature elevate, scarsità d’acqua e livelli di ossigeno sempre più bassi stanno mettendo sotto pressione gli allevamenti ittici, con conseguenze particolarmente pesanti per le piccole e medie imprese. A lanciare l’allarme è Api, l’Associazione Piscicoltori Italiani aderente a Confagricoltura, che chiede interventi pubblici rapidi per sostenere un comparto alle prese con perdite di produzione ormai considerate critiche.

Una situazione che interessa da vicino anche il Friuli Venezia Giulia, dove la trota rappresenta la principale specie allevata. Tra i settori più colpiti figurano infatti la troticoltura e la storionicoltura. L’Italia, oltre a essere uno dei principali produttori europei di trote, è anche il secondo Paese al mondo per la produzione di caviale da storione.

Il problema non riguarda soltanto la quantità d’acqua disponibile. Il surriscaldamento delle acque provoca infatti una diminuzione dell’ossigeno disciolto, con il rischio di indebolire il sistema immunitario dei pesci e aumentare i problemi sanitari negli allevamenti.

Per salvaguardare le biomasse, spiega Api, gli allevatori hanno dovuto ridurre al minimo l’alimentazione dei pesci, rallentandone inevitabilmente la crescita e quindi anche la produzione. Parallelamente sono aumentati i costi per l’ossigenazione artificiale delle vasche.