Sviluppo
“Scrivere codice a mano è ormai roba del passato“. È una frase volutamente provocatoria, ma pronunciata da qualcuno che il software lo costruisce davvero: David Fowler, Distinguished Engineer di Microsoft e figura centrale nello sviluppo di Aspire. Fowler non sta annunciando la scomparsa dei programmatori; descrive piuttosto uno spostamento del lavoro umano verso ciò che viene prima e dopo la produzione delle singole righe di codice.
Quasi contemporaneamente, dall’altro estremo della corsa all’intelligenza artificiale, il CEO di NVIDIA, Jensen Huang, è tornato a parlare dell’arrivo dell’AGI, l’intelligenza artificiale generale, collegando le capacità dei nuovi modelli alla disponibilità di infrastrutture computazionali sempre più imponenti.
E poi c’è Debian. Il progetto che sviluppa una delle distribuzioni Linux più importanti al mondo ha appena concluso una votazione interna sull’uso dei modelli generativi. La posizione scelta la dice lunga sul futuro dello sviluppo software: l’AI può essere utilizzata, nell’ambito dello sviluppo della distro, ma chi presenta una modifica resta pienamente responsabile di ciò che consegna. Ed è una posizione perfettamente sovrapponibile con quella di Linus Torvalds.








