Nemmeno il tempo di mobilitare sindacati e addetti ai lavori sulla situazione di pericolosità all’interno dei reparti dell’ospedale “Perrino”, che venerdì sera, nei corridoi del Centro Ustioni del nosocomio cittadino, si è registrata l’ennesima aggressione al personale sanitario. La quarta in un mese, per essere precisi e aggiornare questa triste contabilità.

Un uomo si è presentato in evidente stato di agitazione e ha aggredito un infermiere. Il paziente, recatosi al Pronto Soccorso in seguito a un incidente domestico che gli aveva provocato un’ustione al braccio, non appena trasferito nel Centro Ustioni (un’eccellenza conosciuta in tutta Italia) ha dato in escandescenze aggredendo gli operatori in turno, arrivando a vessare finanche l’infermiere in servizio, rivolgendogli pesanti insulti, minacce di morte e passando poi all’aggressione fisica. Provvidenziale si è rivelato l’intervento delle guardie giurate in servizio nell’ospedale e poi l’arrivo della Polizia. Un episodio scioccante, ma che in questa caldissima estate è purtroppo diventata la routine.

La sicurezza degli operatori è sempre più a rischio, e adesso scendono in campo anche i rappresentanti delle professioni infermieristiche: ““Quattro aggressioni in un arco temporale così ristretto non possono più essere considerate episodi isolati – sottolinea Paola De Biasi, presidente dell’Opi Brindisi –. Gli infermieri e tutti gli operatori sanitari devono poter svolgere il proprio lavoro senza essere esposti a minacce, violenze o aggressioni. La solidarietà ai colleghi coinvolti è doverosa, ma oggi non è più sufficiente: servono interventi concreti”. Interventi che secondo gli addetti ai lavori, non sarebbero più procrastinabili: “Serve una ricognizione dei reparti più vulnerabili, il potenziamento della vigilanza, la verifica dei sistemi di allarme e delle modalità di accesso alle strutture, oltre alla revisione delle procedure aziendali per la gestione degli episodi di violenza”.