Domenica scorsa a Monza Toto Wolff, plenipotenzario Mercedes e padre putativo di Antonelli, ha sottolineato al limite della commozione una sorta di paradosso a proposito della crescita esponenziale del suo pilota, attribuendo alla sua giovane età (ed a maggior ragione alla sua freschezza) l'abilità nel gestire la pressione senza accusarne il peso e le eventuali controindicazioni. Alla ricerca delle motivazioni dell'attuale successo di Kimi, possiamo allargare il ragionamento ad un aspetto tecnicamente più rilevante e anche abbastanza evidente, che ha la sua controprova negli altri rookie o recenti rookie del Mondiale. La giovane età sembra tradursi in una maggiore adattabilità di AKA (e dei suoi pari età o esperienza-ancora relativamente poca) alla Formula Uno "a recupero di energia" del giorno d'oggi: quella che i suoi e i loro colleghi da più tempo sulla griglia di partenza sembrano a malapena tollerare, paragonandola al regolamento tecnico precedente e in alcuni casi (Hamilton, Alonso soprattutto) anche a quelli del passato: dieci-quindici anni fa.
Dai cavalli ai kilowatt: Antonelli, il pilota perfetto per questa Formula 1
Il leader del Mondiale e il capofila di una generazione che interpreta le attuali monoposto con maggior naturalezza (ed efficacia) rispetto ai veterani







