Si allarga il quadro sul possibile movente dell’omicidio di Abdellatif Bensefiyan, il 65enne ucciso venerdì sera in via Castions di Strada, a Udine. Alla base dell’agguato non ci sarebbe soltanto la fine della relazione tra Mohamed Koufi e la sorella della vittima, ma anche il matrimonio sfumato e una questione economica che gli investigatori stanno ancora cercando di ricostruire con precisione.Koufi, 32 anni, ha già confessato di aver ucciso il 65enne e si trova ora nel carcere di via Spalato. Martedì mattina alle 9 è previsto l’interrogatorio di garanzia davanti al gip del Tribunale di Udine Giulia Pussini, chiamata anche a pronunciarsi sulla convalida del fermo.
Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda il rapporto tra Koufi e la sorella della vittima. I due avrebbero avuto una relazione durata circa un anno e sarebbero arrivati fino alla preparazione delle pubblicazioni di matrimonio. Il progetto, però, sarebbe poi sfumato quando sarebbe emerso che il 32enne risultava già sposato in Marocco, dove avrebbe anche dei figli. Una circostanza che avrebbe impedito di celebrare regolarmente una nuova unione in Italia.
Il rapporto con la donna, secondo quanto ricostruito finora, non sarebbe stato soltanto formale. Koufi si sarebbe infatti tatuato il nome della compagna sul braccio, segno di un coinvolgimento sentimentale. Allo stesso tempo, il matrimonio avrebbe potuto agevolare il suo percorso per ottenere i documenti e, successivamente, la cittadinanza italiana. La fine di quel progetto avrebbe quindi rappresentato uno degli elementi di forte tensione accumulati nelle settimane precedenti al delitto.













