La distribuzione di Canonical compie un passo concreto verso un uso più aggressivo delle capacità offerte dai processori x86-64 più recenti. Nel caso di Ubuntu 26.10 ha infatti preso forma la pubblicazione di immagini ISO giornaliere costruite per il livello x86-64-v3, identificato nei repository Ubuntu come amd64v3.

Ovviamente non significa che la futura release di Ubuntu, nota con il nome in codice di “Stonking Stingray“, abbandonerà i chip x86-64: le Daily Build comprendono però, da oggi, una ISO amd64v3 completa accanto alla tradizionale amd64, oltre alle immagini arm64 e riscv64. Fino a pochi mesi fa chi voleva provare questa variante doveva installare Ubuntu normalmente, modificare la configurazione di APT e sostituire successivamente i pacchetti con le versioni ottimizzate.

Cosa significa x86-64-v3

x86-64-v3 non identifica una particolare generazione commerciale di processori e non equivale, per esempio, a dire “CPU Intel Core recente“. Si tratta di un livello definito sulla base di precise funzionalità esposte dal processore: il livello v3 richiede una serie di istruzioni che i processori x86-64 più vecchi non possiedono, tra cui AVX e AVX2 per accelerare operazioni vettoriali e calcoli su più dati contemporaneamente, FMA per combinare moltiplicazioni e somme in una singola operazione, BMI1 e BMI2 per manipolare più efficientemente i bit, oltre ad altre estensioni come F16C, LZCNT e MOVBE. XSAVE e OSXSAVE servono invece a permettere al sistema operativo di gestire correttamente lo stato dei registri aggiuntivi usati da queste istruzioni.