Roma, 8 set. (askanews) – Dalle gare di corsa e di arti marziali al campo di battaglia. A soli due giorni dalla conclusione a Pechino dei World Humanoid Robot Games, il quotidiano ufficiale dell’Esercito popolare di liberazione cinese ha indicato una possibile destinazione assai meno spettacolare per le tecnologie messe in mostra alle “robo-olimpiadi”: trasformare i robot umanoidi sviluppati nei laboratori in veri e propri “soldati” capaci di contribuire alla vittoria in guerra.

Nel suo articolo del 28 agosto, intitolato “Cogliere lo slancio, vincere il futuro con l’intelligenza”, il PLA Daily sostiene che occorre abbattere le barriere tra ricerca scientifica e necessità operative, indirizzando i programmi tecnologici verso i problemi concreti del campo di battaglia. L’obiettivo, scrive il giornale, è accelerare il trasferimento delle tecnologie d’avanguardia “dal laboratorio ai campi di addestramento e di esercitazione” e fare in modo che i “robot” diventino “combattenti capaci di vincere le guerre”.

Più espliciti di così non si poteva essere. I secondi World Humanoid Robot Games si sono conclusi il 26 agosto dopo cinque giorni di prove nelle quali gli umanoidi si sono cimentati nella corsa, nel “wushu” e in altre discipline. Uno dei robot ha percorso i 100 metri in 8,64 secondi, quasi un secondo meno del record mondiale (umano) detenuto dal grande Usain Bolt. Solo due giorni dopo, il PLA Daily ha individuato nei progressi mostrati durante l’appassionante manifestazione il punto di partenza per un ragionamento sulla trasformazione in arma dell’intelligenza artificiale e della robotica avanzata.