Il futuro è già qui, e fa un po' paura.
Mentre a Chengdu si concludevano i 'World Games', in pratica i Giochi (anche questi con cadenza quadriennale) degli sport che non fanno parte del programma delle Olimpiadi, sempre oggi e sempre in Cina, ma a Pechino, è terminata la prima edizione dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi, o 'World Humanoid Robot Games'.
Vi hanno preso parte rappresentative provenienti da 16 paesi, tra cui Stati Uniti, Germania e Giappone, e oltre 500 atleti robot si sono sfidati in una serie di discipline, tra cui atletica, calcio, danza, pugilato e arti marziali all'interno del 'National Speed Skating Oval', un impianto da 12.000 posti costruito per le Olimpiadi invernali del 2022. L'evento è stato organizzato in un momento in cui la Cina ha intensificato gli sforzi per sviluppare robot umanoidi alimentati dall'intelligenza artificiale, e gli organizzatori hanno tenuto a sottolineare che lo scopo delle competizioni è stato quello di testare e perfezionare la robotica attuale.
Infatti lo sport viene considerato un ottimo modo per sperimentare le capacità decisionali, motorie e di controllo di un robot, che potrebbero essere successivamente applicate in contesti reali come fabbriche e abitazioni. Tutto ciò fa parte dell'impegno della Cina per diventare leader mondiale nella robotica umanoide. Non è un mistero che il governo cinese abbia già preparato un piano nazionale per costruire un'industria umanoide di livello internazionale entro il 2027. Non a caso, diverse città, tra cui Pechino e Shanghai, hanno istituito fondi per l'industria robotica da 10 miliardi di yuan (circa 1,20 miliardo di euro).












