Monza, 1938. Il rombo dei motori rompe l’aria e il pubblico trattiene il fiato. Al volante di un’Auto Union Type D c’è Tazio Nuvolari, il «mantovano volante». Ha 45 anni, ma guida come se il tempo non esistesse. Quella giornata entrerà nella storia: Nuvolari vince il Gran Premio d’Italia e, insieme a lui, trionfa un’automobile che sembra arrivare dal futuro.
Audi Nuvolari in piazza Sordello
Quasi novant’anni dopo, a Monza, quel futuro ha un nuovo nome: Audi Nuvolari. È la supercar più potente e veloce mai prodotta dalla casa dei Quattro Anelli, ma soprattutto è un’automobile che ha scelto di raccontare la propria storia prima ancora di mettersi in movimento. Nel suo nome c’è il pilota che trasformò la velocità in leggenda; nel suo design, la visione italiana di Massimo Frascella; nel suo sviluppo, anche le alte velocità del circuito di Nardò. Un filo invisibile che attraversa quasi un secolo di automobilismo e arriva fino a oggi.
Audi Nuvolari sul ponte di San Giorgio.
«Audi Nuvolari esprime la capacità del Brand di trasformare un’idea ambiziosa in una realtà tecnologica e stilistica senza precedenti», ha spiegato Timm Barlet, managing director Audi Italia. «Attraverso Audi Nuvolari vogliamo raccontare una pagina straordinaria della nostra eredità sportiva, rendendola accessibile e rilevante per le nuove generazioni».









