Centoquindici chilometri per inseguire una passione, pochi attimi per vederla trasformarsi in tragedia. Da Belmonte Mezzagno a Erice, Karol Greco, 20 anni, e Giuseppe Bisconti, 18, avevano affrontato il viaggio per assistere alla cronoscalata Monte Erice. Una domenica di sport e di adrenalina che si è trasformata in una giornata di dolore per due famiglie e per un’intera comunità.
I due giovani erano tra gli spettatori della 68esima edizione della gara che si svolge lungo la strada regionale Valderice-Erice. Avevano raggiunto la pista per condividere quella che per Giuseppe Bisconti doveva essere soltanto una gita fuori porta: «Giuseppe non era un appassionato di motori. Quella di Erice era un’occasione per trascorrere una giornata fuori: quella mattina suo padre, come fosse una premonizione gli ha detto: “Tieniti lontano dalle curve dove le macchine possono avere difficoltà”, poi alle 14 gli è arrivata la notizia della tragedia», racconta Peppe Ciancimino, collega di papà Ludovico. Il diciottenne si era appena diplomato e stava cominciando a muovere i primi passi nel mondo del lavoro: ogni tanto aiutava papà Ludovico in un’azienda di apicoltura, dove lavora, ed era il più grande di tre fratelli. Amava gli animali e da pochissimo aveva trovato lavoro in un’azienda di pulizie. Poi la scelta di assistere alla gara: in pochi istanti tutto è cambiato. Il dramma si è consumato domenica pomeriggio intorno alle 11,30. La Peugeot 308 TCR numero 54, condotta da un pilota adesso iscritto nel registro degli indagati, è uscita fuori strada finendo per travolgere i due giovani.













