Trattandosi di servizi essenziali le conseguenze per il consumatore colpito possono essere rilevanti

Dagli addebiti gonfiati ai contratti di fornitura di luce e gas attivati senza consenso: il settore delle utenze domestiche è diventato terreno fertile per condotte fraudolente di natura e portata assai diverse tra loro. Accanto alle false bollette recapitate via e-mail o per sms, proliferano anche le telefonate ingannevoli, i sedicenti incaricati che si presentano alla porta e le richieste di pagamento per servizi che il consumatore non ha mai sottoscritto. "Trattandosi di servizi essenziali - rileva l'avvocato Nicola Camporese di Immobiliare.it - le conseguenze per il consumatore colpito possono essere rilevanti: bollette gonfiate, addebiti indebiti, cambi di operatore mai autorizzati. Sul versante della tutela, però, il quadro normativo è solido: il Codice del Consumo, la disciplina europea e i provvedimenti dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) mettono a disposizione strumenti concreti per contestare queste pratiche e ottenere il rimborso di quanto indebitamente corrisposto".

Tutte le possibili truffeL’espressione 'bolletta falsa' evoca immediatamente l’immagine di un documento contraffatto, ricevuto via e-mail con l’invito a effettuare un bonifico urgente. Il fenomeno reale, però, ha contorni molto più ampi e sfumati. Con frequenza crescente i consumatori ricevono telefonate da operatori che si spacciano per incaricati del proprio gestore, dell’Arera o di fantomatici enti pubblici. Con il pretesto di verificare una tariffa, aggiornare l’anagrafica o scongiurare un aumento di prezzo, inducono l’utente a rivelare il codice Pod o Pdr, dati personali o addirittura un codice Otp ricevuto via sms. I dati così ottenuti vengono poi impiegati per perfezionare un cambio di fornitore che l’utente non ha mai realmente voluto, oppure per attivare ex novo un contratto a sua insaputa. Parallelo a questo schema è il phishing via e-mail o messaggio: comunicazioni che riproducono fedelmente la grafica e il logo del fornitore invitano il destinatario a saldare una fattura scaduta tramite un collegamento ipertestuale. Il pagamento viene effettuato, ma il denaro transita su conti nella disponibilità dei truffatori.Come difendersi e a cosa prestare attenzioneAlcune spie ricorrenti consentono di riconoscere una comunicazione fraudolenta prima di subirne le conseguenze. Desta, infatti, immediato sospetto qualsiasi comunicazione che intimi un pagamento entro poche ore sotto la minaccia dell’immediato distacco della fornitura: i gestori legittimi non operano in questo modo. Segnalano possibili irregolarità anche errori grammaticali nel testo, indirizzi mittente anomali, IBAN diversi da quelli utilizzati in precedenza, ovvero link che non rimandano al dominio ufficiale del gestore.Regola fondamentale: non cliccare mai sui link contenuti nei messaggi ricevuti. E' preferibile accedere all’area riservata digitando direttamente l’indirizzo del fornitore e verificare lì l’effettiva presenza della fattura. In caso di dubbio, il canale più sicuro resta il servizio clienti raggiungibile ai recapiti ufficiali pubblicati sul sito della società, non quelli eventualmente indicati nel messaggio sospetto.L'avvocato Nicola Camporese ricorda che "al fenomeno delle bollette false c'è quello delle cosiddette forniture non richieste: il consumatore si accorge all’improvviso di aver cambiato operatore, oppure riceve la prima bolletta da una società con la quale non ricorda di aver mai intrattenuto alcun rapporto contrattuale". Il meccanismo fraudolento può assumere forme diverse: telefonate con registrazione ambigua; firme apposte su documenti a insaputa dell’interessato; utilizzo distorto di dati raccolti durante contatti commerciali. In tutti questi casi il Codice del Consumo garantisce una tutela rigorosa.I contratti a distanza