I tempi per l’impianto di cremazione ad Ancona si stanno esaurendo, così come la pazienza delle ditte che dovevano occuparsi delle opere. Se l’impresa ‘Ubaldi’, che già sul capoluogo ha tantissimi cantieri attivi o da avviare presto, non risponde alle nostre domande, diverso è il discorso per la Ciroldi, la ditta di Modena che produce l’impianto stesso per le cremazioni: "Stiamo valutando come procedere – spiega al Carlino la titolare dell’azienda, Rossana Ciroldi – A breve prenderemo sicuramente una decisione. Sui tempi entro la fine dell’anno? No, direi molto prima. Di certo ho saputo dell’andamento dell’assemblea pubblica del 28 luglio scorso vista la presenza di un mio tecnico".

Il dato sulla tempistica è molto importante perché la stessa Ciroldi a giugno, quando era emersa l’ipotesi di realizzare il crematorio a Bolignano, aveva accettato il piano di 9 mesi per appianare il tutto e poi partire coi lavori. Alla luce della concreta possibilità che anche la scelta su Bolignano potrebbe presto essere scartata dall’amministrazione comunale, allungando in maniera esponenziale i tempi di applicazione del progetto, ecco che la pazienza delle imprese potrebbe venir meno, apprendo la strada dei contenziosi. Non va dimenticato che il comune di Ancona si è impegnato con Ciroldi e Ubaldi firmando un contratto ciascuno per i lavori originariamente previsti a Tavernelle. In caso di retromarcia sull’opera le ditte potrebbero rivalersi su Palazzo del Popolo per svariate centinaia di migliaia di euro e poi per Silvetti e la sua giunta sarà necessario occuparsi del mutuo per 2,5 milioni di euro acceso a Cassa Depositi e Prestiti e con una frazione, circa 300mila euro, già spesi.