HomeViareggioCronacaTra alghe e moria di pesci. Emergenza Fossa dell’AbateLo sfogo del bagnino: "Una pessima cartolina per i bagnanti di settembre" .Le condizioni della Fossa dell’AbateRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciAnticipando la vista, arriva subito l’odore: pungente e acre avverte del “disastro“ ancora prima che ci si affacci sul parapetto del ponticello che attraversa la linea che sapara il confine tra Viareggio e Lido di Camaiore. Qui sotto la Fossa dell’Abate non sfocia: muore. Ristagna in una pozza scura e densa, soffocata da una lingua di sabbia che sbarra la foce e ferma il corso del fiume in secca.

Sotto la luce piena, la superficie dell’acqua appare come un manto verde acido. È un tappeto di alghe in decomposizione che nasconde a stento una moria silenziosa di pesci, proprio a ridosso degli ombrelloni ancora aperti. Il contrasto è grottesco: da una parte la ruota panoramica che gira sorniona nel cielo terso e la solita geometria della vacanze sulla sabbia; dall’altra un pantano che mercisce sotto gli occhi dei bagnanti.

"Ma vi sembra uno spettacolo da offrire ai clienti? È un imbarazzo continuo", sbotta Iacopo Guidi, bagnino storico e rappresentante della Lega dei Cavalieri del Mare. "Sono ventisei anni che lavoro qui la storia non cambia mai. Si sceglie di tenere la foce chiusa per la paura che le acque del fiume arrivino al mare a turbare la belneazione, e questo melma che ristagna, però, è il risultato".