HomeModenaCronacaIl convegno della discordia: "Sulla violenza di genere nessun arretramento culturaleI parlamentari del Pd Vaccari, Rando e Guerra: "Non si oscuri una realtà strutturale". Antonio Platis di Forza Italia: "Il centrosinistra è paladino dei diritti a fasi alterne"".I parlamentari del Pd Vaccari, Rando e Guerra: "Non si oscuri una realtà strutturale". Antonio Platis di Forza Italia: "Il centrosinistra è paladino dei diritti a fasi alterne"".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"In giorni in cui il caso di Lorena Isceri ci mette ancora una volta di fronte alla drammatica realtà della violenza contro le donne, non può non suscitare forte preoccupazione il convegno annunciato per il 21 settembre a Modena, a partire già dal titolo scelto: ‘La violenza non ha genere’". A intervenire, dopo il sindaco Mezzetti, l’assessora Camporota e tutte le associazioni delle donne, sono i parlamentari modenesi del P dStefano Vaccari, Enza Rando e Maria Cecilia Guerra, che richiamano la necessità di non arretrare nel riconoscimento della specificità della violenza di genere.

"Studiare, approfondire e discutere tutte le forme di violenza è naturalmente legittimo e necessario. Altra cosa, però, sarebbe utilizzare questo principio per oscurare, relativizzare o mettere in discussione la natura strutturale della violenza contro le donne. Una realtà che i fatti continuano tragicamente a ricordarci: donne uccise, perseguitate, controllate, umiliate e maltrattate in quanto donne, all’interno di rapporti di potere e disuguaglianze che affondano le proprie radici in modelli culturali patriarcali che la nostra società non ha ancora superato. Per questo – proseguono – preoccupa qualsiasi impostazione che rischi di rovesciare i termini della questione e, soprattutto, di delegittimare gli strumenti costruiti in questi anni per prevenire e contrastare la violenza, proteggere le vittime e accompagnare le donne che trovano la forza di denunciare. Modena ha una lunga storia di difesa dei diritti, della libertà e della dignità delle donne. Proprio per questo riteniamo necessario affermare con chiarezza che riconoscere la specificità della violenza di genere non significa negare altre forme di violenza. Al contrario, corrisponde a guardare la realtà per quella che è e dotarsi degli strumenti adeguati per intervenire sulle sue cause profonde".