"Io ho sempre molto rispetto delle decisioni giudiziarie però francamente è molto singolare. È stata impugnata dalla stessa procura della Repubblica quindi ci aspettiamo delle decisioni successive". È quanto ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ospite della trasmissione Agorà, in merito al caso della scarcerazione del 42enne bengalese accusato di abusi su una tredicenne in un minimarket di Torino. "Stiamo aspettando l’esito giudiziario per valutare anche se c’è la possibilità di revocargli la protezione speciale – ha aggiunto –. Quindi questi casi vanno analizzati non solo alla luce degli esiti giudiziari penali, ci possono essere altri strumenti di intervento. Se dovesse farla franca dal punto di vista giudiziario ci riserveremo di adottare altri provvedimenti". La ragazzina era entrata in un negozio per acquistare delle bevande. Il commerciante le si era avvicinato con una scusa, l’aveva palpeggiata e costretta a subire atti sessuali tra le corsie del locale. Una volta riuscita a uscire dal negozio, la tredicenne aveva poi avvisato la mamma e un amico per poi essere accompagnata all’ospedale.
Dopo essere stato arrestato, il 42enne era stato scarcerato nel giro di 48 ore perché – a parere el giudice – si era detto dispiaciuto. "Mentre Piantedosi valuta il futuro in Italia di quest’uomo – osserva Emanuele Pozzolo, responsabile regionale di Futuro Nazionale in Piemonte –, per noi di Futuro Nazionale la risposta è molto più semplice: remigrazione subito. Dovrebbe già essere da un’altra parte. Fuori dall’Italia". Intanto, a Torino, la comunitù bengalese ha tenuto un presidio per dire no alla violenza su donne e bambini, per chiedere giustizia e di non accomunare tutta la comunità bengalese a chi è accusato di aver commesso il reato. Il presidio è stato organizzato davanti al Comune. "Noi siamo contro chi non rispetta le leggi – dice un portavoce della comunità – e per quello che ha fatto questa persona diciamo al giudice che due giorni in carcere sono troppo pochi. Chiediamo che venga fatta giustizia – aggiunge –, ma chiediamo anche che non si pensi che siamo tutti uguali se una persona bengalese commette un gesto orribile. E alla bambina diciamo siamo con te". Durante il presidio una delegazione è stata ricevuta dall’assessore alla Sicurezza Marco Porcedda al quale la comunità bengalese ha chiesto regole più severe sui minimarket, in particolare sugli orari di chiusura.












