Relativamente piccole ma fortemente competitive e innovative. Con spiccata vocazione all’internazionalizzazione e capaci di fare sistema anche oltre Oceano, costruendo alleanze, partnership e progetti di ricerca non limitati al solo sostegno finanziario. È stata un’esperienza molto positiva quella che 12 Pmi italiane della filiera dell’aerospazio, un quarto delle quali provenienti dalla Campania, hanno appena concluso negli Stati Uniti, nell’ambito di una missione organizzata da Intesa Sanpaolo con la collaborazione di Innovit (Italian Innovation and Culture Hub), da anni punto di riferimento nella Silicon Valley - grazie all’impegno del ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale che ne ha voluto l’istituzione e dell’ICE - per sostenere relazioni e opportunità di crescita delle nostre imprese negli Usa.
Svolta sull’energia green, sette mega impianti al Sud per sostenere l’industriaDodici, come detto, quelle che hanno potuto incontrare i cervelli, anche italiani, che lavorano nella patria per eccellenza dell’innovazione tecnologica mondiale per verificare le possibilità del mercato a stelle e strisce. E che il Sud sia stato parte integrante della missione è l’ulteriore riconoscimento della credibilità raggiunta dal sistema locale della space economy, in un Paese che peraltro conta 50mila addetti all’industria di settore, ha distretti di alto livello tecnologico come il Dac in Campania e ha raggiunto livelli di specializzazione di respiro mondiale. Una realtà che trova un punto di riferimento ormai affidabile in Innovit (sede a San Francisco con Alberto Acito alla guida del Centro di innovazione), brava a sviluppare finora 48 programmi per startup e Pmi innovative, sostenendo quasi 500 aziende e mille imprenditori, attraverso oltre 1.750 sessioni e più di mille mentor e speaker. In più, la collaborazione con Intesa Sanpaolo, giunta al terzo anno, si sta rivelando sempre più concreta.LO SCENARIO«Siamo sempre più convinti che l’apertura di nuove rotte commerciali e industriali sia cruciale per l’economia italiana e, più in generale, per quella europea. Siamo da sempre la banca di riferimento per le Pmi e lo siamo anche per la filiera dell’aerospazio», sottolinea Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo che ha promosso la missione, accompagnato da Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese della Banca dei Territori, con Nicola Baiocchi di Silvestri, Country Manager USA & Americas della Divisione IMI CIB e il supporto del Console Generale d’Italia a San Francisco Massimo Carnelos e del Director dell’ufficio di Houston dell’ITA Filippo Fusaro. I numeri parlano chiaro. Intesa, come ricorda Barrese, ha erogato dal 2020 credito per oltre 141 miliardi di euro alle Pmi italiane, di cui 12 miliardi per internazionalizzazione ed export e 14 miliardi per operazioni di finanza straordinaria, e ha in particolare sostenuto oltre 500 Pmi della filiera aerospaziale, con finanziamenti per oltre 1 miliardo di euro. Un percorso in piena evoluzione, peraltro. A San Francisco, la Banca ha annunciato infatti la nuova piattaforma digitale “Connecting Markets”, basata sull’Intelligenza Artificiale e realizzata dal Gruppo per supportare le Pmi italiane nel matching con partner esteri. In pratica, sarà possibile per i clienti di Intesa Sanpaolo consultare i dati di oltre 560 milioni di aziende espressione di oltre 2.000 settori merceologici in oltre 170 Paesi. Non più, dunque, il solo sostegno agli investimenti delle imprese ma un costante e qualificato affiancamento per «individuare e costruire con loro nuove opportunità di crescita all’estero», conferma Barrese, in linea con le indicazioni dell’Ad Carlo Messina e del piano strategico 2026-29. LE AZIENDETre su 12 come detto, le Pmi aerospaziali campane presenti negli Usa. Ali, sede a Napoli, società del gruppo Space Factory, focalizzata sullo sviluppo di tecnologie per il rientro controllato dallo spazio e di soluzioni per esperimenti scientifici in microgravità, con applicazioni in particolare in biopharma e life sciences; Netgroup, di Marigliano, riconosciuta tra i principali player nella Cybersecurity, che negli ultimi anni ha esteso il proprio raggio d’azione allo Spazio, riconosciuto come nuovo dominio da difendere, fondando la Business Unit Cybersecurity, AI & Space per garantire sicurezza e affidabilità lungo tutto l’ecosistema terra-spazio; e Sab Aerospace, di Benevento, attiva nel settore spaziale dal 2004, con core business concentrato sullo sviluppo di sistemi e sottosistemi spaziali, meccanismi per satelliti e lanciatori: partendo dai requisiti di progetto, l’azienda è in grado di seguire l’intero ciclo di sviluppo di prodotti spaziali, dalla progettazione alla produzione, fino alla qualifica.











